Categoria: Ambiente

Produrre energia elettrica dalle piante: è possibile con Plant-E

plant-e energia dalle piante

La nostra epoca è segnata da diversi anni dall’allarme sulla carenza di combustibili fossili, ampiamente sfruttati in passato. L’incremento del loro utilizzo deriva da un bisogno crescente di elettricità, impiegata negli ambiti più disparati. Per tale ragione, l’esigenza di produrre energia elettrica in modo alternativo è sempre più pressante e ha spinto i ricercatori a individuare nuove fonti per il suo ottenimento, che siano soprattutto rinnovabili e non esauribili. In quest’ottica si inserisce il progetto Plant-E, una giovane start-up olandese che ha trovato il modo di produrre elettricità dalle piante. In realtà, questa non è una strada nuova, perché gli esperimenti e la ricerca in tal senso non è recente, sono tantissimi i gruppi di lavoro che negli anni hanno provato a ricavare elettricità dalle piante, con più o meno buoni risultati. Quel che è nuovo è il metodo sperimentato dal team di Plant-E, che sebbene sia ancora in una fase iniziale del progetto, sembra essere destinato a cambiare radicalmente il modo di produrre energia, in una sorta di rivoluzione energetica destinata a ridurre l’inquinamento e a preservare le risorse esauribili e non rinnovabili.

Il principio fondante del progetto Plant-E è sostanzialmente semplice: si produce energia elettrica dalle piante che crescono. La start-up è, in realtà, attiva già dal lontano 2009 e in quasi 10 anni ha lavorato sodo per raggiungere i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, evitando i proclami fin quando il team di ricerca non è riuscito a raggiungere i primi obiettivi concreti. A capo di Plant-E ci sono Marjolein Helder e David Strick, ricercatori del dipartimento di tecnologia ambientale dell’Università di Wageningen, in Olanda.

Partendo dal presupposto che il sistema per la produzione di energia elettrica non dovesse essere particolarmente complesso, in modo tale che in un futuro non troppo lontano questa possa diventare una soluzione largamente diffusa, Plant-E prevede la produzione di energia elettrica senza l’ausilio di particolari infrastrutture. Affinché il processo possa avvenire correttamente è necessario disporre esclusivamente di piante da coltivare, acqua a luce, ovvero ciò che normalmente serve per far crescere le piante, anche in appartamento. Infatti, la sperimentazione viene attualmente condotta in un orto urbano ricavato sul tetto di un edifico olandese, dove Marjolein Helder e David Strick conducono la loro ricerca.

La semplicità è parte integrante e basilare del progetto Plant-E, ma non è tutto. Per una questione logica, è pressoché ovvio che più piante si coltivano e maggiore è l’energia elettrica che si ottiene. Tuttavia, sacrificare terreni destinati alle coltivazioni alimentari per installare la piantagione per la produzione elettrica potrebbe creare problemi sul lungo periodo. Dopo varie prove ed esperimenti, i due ricercatori hanno appurato che il sistema Plant-E può benissimo essere attuato sui terreni incolti, che non vengono sfruttati perché inquinati e quindi inadatti alla produzione alimentare. In questo modo, non solo non si sacrificano terreni fertili e utili per la produzione alimentare ma si sfruttano quelle aree delle nostre campagne abbandonate e finora sterili. Non richiedendo l’installazione di particolari infrastrutture per la sua applicazione, Plant-E potrebbe quindi diventare la soluzione risolutiva per la produzione di energia nelle regioni più isolate, quelle che tutt’oggi non sono ancora state raggiunte dall’elettricità, risolvendo gran parte dei loro problemi.

Il principio di funzionamento del processo Plant-E è piuttosto semplice. Si basa sulla fotosintesi, ossia il processo mediante il quale le piane verdi sono in grado di produrre sostante organiche grazie alla luce del sole. Di queste sostanze, una parte viene impiegata dalle piante per la loro nutrizione ma il resto costituisce un elemento di scarto che viene rilasciato nel terreno attraverso le radici. Le sostanze espulse dalla pianta vanno ad alimentare i microrganismi presenti nel terreno, che come sottoprodotto rilasciano elettroni. Partendo da questo, i ricercatori hanno provato a inserire degli elettrodi nei pressi delle radici delle piante, in modo tale che, sfruttando la differenza di potenziale, si possa in questo modo ottenere energia elettrica sfruttabile dall’uomo. E’ evidente che il sistema non risulta essere in alcun modo invasivo, non arrecando danno alcuno alle piante e al terreno, ma si inserisce in un processo naturale che non viene in minima parte sconvolto. Considerando questo sistema su larga scala, oltre alle piantagioni appositamente creare a tale scopo, Plant-E può essere utilizzato anche nelle coltivazioni alimentari senza incidere sulla loro produzione.

Snocciolando qualche dato per capire il potenziale di questa forma di produzione elettrica, al momento i numeri ottenuti sono molto piccoli ma bisogna considerare che il progetto Plant-E è ancora in fase sperimentale. Ad ora, Marjolein Helder e David Strick sono riusciti a ottenere al massimo 0,4 W per ogni metro quadrato di coltivazione, che però secondo i piani e in base al potenziale del progetto potrebbero diventare circa 3,2 W. Se la ricerca dovesse raggiungere questo obiettivo, il risultato sarebbe rivoluzionario, perché con un campo di circa 100 metri quadrati sarebbe possibile produrre l’energia necessaria per soddisfare il fabbisogno elettrico di una famiglia. E’ davvero emozionante immaginare un futuro nel quale, grazie a delle piante e a pochi attrezzi da giardinaggio (i migliori in commercio per qualità-prezzo sono quelli di Agristorecosenza), si possa produrre energia per la propria famiglia! Esistono anche dei progetti satellite connessi a Plant-E, come Plant-e mobile per produrre l’energia sufficiente alla ricarica di uno smartphone, Hotstop per disporre dell’energia sufficiente per supportare le connessioni Wi-Fi e Roof che servirebbe da supporto alla linea elettrica tradizionale per ridurre drasticamente i consumi elettrici della rete urbana per il fabbisogno di ogni famiglia.

Luci a led e coltivazioni

Luci a LED e coltivazioni

La tecnologia delle luci a LED è utilizzata in sempre maggior numero all’interno delle serre questo perchè è un tipo di illuminazione che permette di personalizzare lo spettro luminoso a seconda del tipo di piante coltivate, inoltre con questo metodo è possibile anche migliorare l’efficienza energetica.Le serre di ultima generazione sono state pensate per favorire la produzione naturale di ortaggi nell’arco di tutto l’anno, grazie all’incredibile scoperta delel luci a LED. Questo nuovo tipo di illuminazione viene attivata perlopiù nel periodo autunno-inverno, e permette di allungare i tempi di coltivazione anche nei mesi più freddi e fornire alle piante la luce necessaria per migliorare la crescita, la produzione e il sapore dei prodotti, che in questo modo sono grandi e saporiti.

L’avvento delle luci a LED

L’arrivo sul mercato di questa nuova tecnologia per illuminare sia le abitazioni che i luoghi pubblici, le fabbriche, i giardini, le strade e molto altro, ha portato una vera rivoluzione anche nel campo dell’agricoltura; con una vera sferzata tecnologica che ha migliorato i metodi e i tempi di coltivazione di ortaggi, ma non solo anche di fiori, piante da frutta e piante ornamentali. Le aziende leader del comparto stanno già da qualche anno sviluppando nuove soluzioni per l’illuminazione e la nutrizione delle piante nei diversi contesti produttivi nel campo “verde” Queste aziende hanno scoperto che le lampade LED, avendo spettri specifici nelle frequenze luminose migliorano e accrescono la capacità delle piante di assorbire i nutrienti disciolti nel terreno di coltivazione. Le aziende con un più ampio potere di ricerca stanno infatti cercando di mettere a punto una serie di test nei laboratori dedicati allo studio e nelle serre sperimentali per arrivare a risultati ancor a più soddisfacenti nello sviluppo delle piante e nella loro successiva produzioni di verdure e frutta oltre che di fiori e piante da ornamento. Per approfondire le nozioni sull’illuminazione a LED visita luceled

 

 

 

Soluzioni per riscaldamento eco-sostenibile

Risparmiare e rispettare l’ambiente

In tema di caldaie e riscaldamento, oggi risparmiare rispettando l’ambiente è possibile grazie alle nuove tecnologie in campo termico; le novità sono tante e persino mixabili, questo permettere di raggiungere livelli elevati di prestazioni consumando molto meno, una nuova visione dei metodi per riscaldare le abitazioni e produrre acqua calda che riducono in modo rilevante l’importo delle bollette. Per informarsi e sapere bene cosa comporta affidarsi alle nuove tecnologie termiche chiedi a assistenza caldaie Roma Cercare l’appoggio e l’esperienza di tecnici qualificati è sempre la migliore soluzione per adeguare i propri impianti alle nuove esigenze ambientali ed economiche.

Le caldaie amiche dell’ecosistema

Le caldaie perfette per usufruire di un buon sistema di riscaldamento e risparmiare oggi sono quelle che utilizzano le fonti rinnovabili; ovvero le caldaie a legna, a pellet, a biomasse. Questo tipo di caldaia quando viene installato viene anche dotato di un bollitore ad accumulo, per conservare il calore prodotto dalla combustione che viene poi distribuito a rilascio prolungato. Medesimo principio in merito al funzionamento,  ma cambia il tipo di combustibile.

I sistemi ibridi

Per sfruttare ancore meglio le novità che la tecnologia ci offre si può optare per i ssitemi ibridi, che sono costituiti  da una pompa di calore e di una caldaia che lavorano in sinergia per produrre il calore e l’acqua calda.  La pompa di calore produce energia termica  sfruttando: aria, acqua o terra con diversi metodi meccanici, fatto questo la pompa invia all’interno della casa il calore, riscaldando. la pompa di calore utilizza fonti di energia naturale, la caldaia invece utilizza sostanze solide o gassose; questo ssitema ibrido è quasi sempre regolato da una centralina e da software intelligenti per garantire la massima efficienza energetica e quindi il risparmio sulla bolletta più elevato possibile. Nuove frontiere quindi da non trascurare.

 

Come rispettare l’ambiente durante un trasloco

Quando si parla di trasloco, si parla anche di oggetti da buttare o smaltire in qualche modo. Come fare per svolgere tutto nel migliore dei modi, rispettando anche l’ambiente?

Riciclare, non buttare

Appena sai di dover effettuare un trasloco, incomincia ad individuare tutte le cose che non vuoi o non puoi portare con te. Ricordati che “buttare” deve essere l’ultima spiaggia, tutto quello che può avere una seconda vita deve essere destinato a questa soluzione, in modo da non andare ad appesantire inutilmente l’ambiente. Se sei indeciso su alcuni mobili, ad esempio, puoi rivolgerti a traslochi Milano e chiedere di tenerli in deposito fino a quando non hai sistemato tutto il resto. Diversamente, se il mobilio della futura casa è tutto nuovo, puoi optare per diverse scelte. Puoi chiedere a chi prenderà la tua casa se è interessato al mobilio, oppure cercare di venderlo attraverso internet o i mercatini dell’usato. In ultima analisi, se non vuoi venderlo, puoi contattare le associazioni tipo Mato Grosso o Caritas per vedere se sono interessati e cederlo a loro.

Tutto ha una seconda possibilità

Ti ritrovi per casa tantissimi giochi di quando i figli erano piccoli? Puoi aderire ad un mercatino per i ragazzi, in questo modo racimoleranno qualche soldo e si divertiranno a vendere i loro oggetti, oppure puoi regalarli a chi ha bambini più piccoli e potrebbe utilizzarli ancora. Hai tante piantine perché avevi il giardino e dopo il trasloco non avrai più spazio? Anche queste possono essere vendute ad un prezzo simbolico e regalate ai vicini che apprezzeranno e, magari, ricambieranno con una bella torta o dando una mano nel trasferimento. Soprammobili, oggetti vari che non servono più? Anche questi potranno finire in qualche mercatino del riuso, c’è sempre qualcuno che cerca qualche oggetto a poco prezzo, anche l’abbigliamento. Tutto si trasformerà in un piccolo guadagno per le tue tasche e un grande risparmio di energie e ambiente. Ogni oggetto che rivive, evita la produzione di altri, quindi riduce il consumo di materie prime, inquinamento, combustibili. Pensaci!

 

Nell 2050 cinque miliardi di persone con poca acqua

carenza d'acqua

Secondo quanto emerso da un rapporto ONU sta peggiorando la carenza d’acqua

Sono sempre più drammatiche le notizie riguardo una situazione ambientale sempre più problematica che naturalmente sta andando ad impattare contro la popolazione andandola a colpire con la carenza d’acqua. Le creature presenti sul nostro pianeta non possono prescindere dall’assumere l’acqua perché, perlando degli esseri umani, è una parte molto importante del nostro corpo quindi è necessario mantenere un certo livello d’idratazione per non andare incontro a seri problemi.

L’ONU ha dovuto constatare che, se la situazione ambientale non dovesse migliorare si potrebbe andare incontro ad alcuni problemi molto seri per quasi due miliardi di persone perché l’acqua sta diventando sempre più rara e le persone assetate stanno aumentando con un ritmo sconcertante fino ad arrivare nel 2050 a quote cinque miliardi di persone. Questo problema potrebbe comunque essere ancora più grave perché la situazione potrebbe essere molto più complicata visto che le persone a rischio sete potrebbero essere molte di più andando a rasentare i quasi sei miliardi di persone tenendo presente che la popolazione dovrebbe arrivare a circa dieci miliardi di individui, cosa che non può non pesare su una situazione già decisamente tragica. Secondo il World Water Forum sembrerebbe che sempre meno persone non hanno accesso all’acqua in modo continuo mentre sono oltre due miliardi gli individui che non hanno un accesso ai servizi igienici. Moltissimi capi di stato hanno deciso di incontrarsi per vedere di risolvere o almeno creare una sorta di linea di condotta riguardo questo problema.

Bisogna vedere nel futuro se si riuscirà a porre i rimedi giusti per cercare almeno di arginare un problema che sembra essere sempre più grave e che non potrà non peggiorare nel corso del tempo. Il problema è che se non si correrà presto ai ripari molta gente peggiorerà.